

On my own
Solo pensieri disordinati
Archive for the 'riflessioni' Category
Viaggiatori
Author: sunny

Viaggiatori dell’Essere che navigano nell’oceano della vita, a volte smarriamo la rotta ed altre volte ci abbandoniamo alla corrente e al vento lasciandoci trasportare verso terre sconosciute. Come esploratori alla ricerca dell’Isola che Non C’è, anime di bambini racchiuse in corpi adulti, polvere di fata nelle tasche e voglia di volare nell’anima; ma prima bisogna trovare il pensiero felice per realizzare la magia… E in questo viaggio infinito scopriamo nuove luci, nuove terre, nuovi sapori, e sogniamo nuovi sogni, annusiamo profumi nuovi, cogliamo fiori mai visti, ascoltiamo fiabe mai narrate, ed alzando gli occhi al cielo scopriamo nuove stelle… Talvolta incrociamo la via di altri viaggiatori e per un poco la nostra navigazione procede affiancata mentre ci scambiamo i ricordi di viaggio. Attimi eterni in cui vediamo l’oceano con gli occhi dell’altro, e la sua esperienza diventa anche un po’ nostra, istanti in cui comprendiamo che conoscere l’altro è l’unica via per conoscere noi stessi. Non c’è spazio per i fasulli in questo oceano: la vita stessa li inghiotte come un mare in tempesta, e di loro non resta traccia. Frammenti di sogni ci si attaccano alla pelle, come il salmastro di questo mare, lasciando piccole rughe che, come un diario di bordo, registrano la storia della nostra navigazione, mentre il tempo continua pigro a scorrere via, inafferrabile come la meta che non conosciamo. E navighiamo nelle tempeste tenendoci stretti al timone, maledicendo il cielo e il mare, insultando il vento che ci toglie la voce, piangendo accecati dalla pioggia, e pregando per un raggio di sole. E nelle bonacce ci stendiamo pigri al sole e ci lasciamo cullare dal dondolio tranquillo delle onde. Nelle sere solitarie sorseggiamo rhum sotto le stelle e cantiamo alla luna sperando che almeno lei ascolti la nostra voce… E il viaggio continua, strappandoci sorrisi e lacrime, lasciando brandelli di anima su scogliere taglienti di isole deserte… Il viaggio continua e ancora mille e mille volte mi perderò in quest’oceano, e mille e mille volte sfiderò la corrente e urlerò al vento la gioia e la voglia di esserci ancora…
read comments (0)Ordinaria follia
Author: sunny

Storie di ordinaria follia, di violenza e rabbia, di amore e botte… Istantanee di vite dilaniate da una furia tutta maschile che conosce solo la prepotenza come mezzo di affermazione e aborre ogni rispetto per l’altro. Storie in cui, nella stragrande maggioranza dei casi le vittime conoscono bene il loro carnefice e spesso questo carnefice vive sotto il loro stesso tetto.
E se i lividi sono ben visibili e fanno male al corpo, è il dolore dell’anima che produce le ferite più pesanti e profonde, e sono ferite invisibili che alimentano una cancrena che silenziosamente corrode la vita di coloro che ne sono vittime. Il silenzio circonda la maggior parte degli abusi violenti, silenzio che affonda le proprie radici in errati sensi di colpa e nella progressiva perdita del senso del proprio valore personale. Perché la violenza diventa una vergogna da tacere, una macchia da nascondere, un tabù inconfessabile.
Basta leggere qualche dato per renderci conto di quanto sia diffusa la violenza contro le donne (e ricordiamo che questi dati si riferiscono solo alle violenze venute alla luce): ogni anno nel mondo sono circa 200.000.000 le donne che muoiono a causa di una violenza subita. Solo nel nostro Paese, nel 2006 si sono registrati 150.000 nuovi casi di violenza, e sempre l’anno scorso le cifre censite assumono proporzioni spaventose: 6.734.000 sono le donne che sono state vittime di una violenza, 7.000.000 quelle che hanno subìto violenza psicologica, e 1.500.000 hanno subìto violenza sessuale prima dei 16 anni. Per restare nella nostra cara Italia i dati dei primi 6 mesi del 2007 non sono certo confortanti: 62 le donne uccise, 141 vittime di tentati omicidi e ben 1805 vittime di stupro…
Nel mondo le donne che ogni anno perdono la vita a causa della violenza superano le vittime del cancro, delle guerre e degli incidenti stradali. E’ impressionante pensare che la principale causa di morte delle donne fra i 14 e 44 anni è la violenza subita da un uomo. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come nel 69,7% degli stupri) o comunque da uomini dell’ambito familiare. Ma la cifra che secondo me fa ancora più paura si riferisce alle violenze taciute: si calcola che oltre il 94% non venga mai denunciata!! Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un “reato”, mentre il 44% lo giudica semplicemente “qualcosa di sbagliato” e il 36% lo liquida come “qualcosa che è accaduto”.
Cifre sintomatiche di una pseudo-cultura che storicamente e socialmente accetta la violenza sulle donne, e che ha prodotto nelle stesse donne la mancanza di consapevolezza che quello che subiscono sia completamente sbagliato. Manca inoltre nell’opinione pubblica e nelle stesse istituzioni il desiderio di smetterla di trattare i crimini sulle donne come semplici fatti di cronaca. Dovremmo fare un passo avanti verso una cultura che sconfigga ogni forma di patriarcato e maschilismo prevaricatore, una cultura dove la convivenza sia basata sul semplice rispetto reciproco. Sono personalmente convinta che nessuna legge può cambiare mai “d’ufficio” la becera mentalità di prevaricazione che ancora si annida in troppe teste maschili. La vera battaglia è di tipo culturale e si deve svolgere prima di tutto nella vita di ogni giorno e nelle relazioni di ogni giorno, e non certo scambiando il ruolo di vittima con quello del carnefice. Fino a quando troveremo tollerabili e giustificate alcune forme striscianti di violenza maschilista questa battaglia sarà persa e continueremo a leggere notizie raccapriccianti sulle prime pagine dei giornali che hanno come involontarie e innocenti protagoniste e vittime donne, la cui sola colpa è stata solo quella di essere donne.
Non si apre un tempo per una “guerra santa” contro gli uomini, sarebbe assolutamente idiota pensare di combattere la violenza con la violenza, ma si apre un tempo in cui ogni essere umano (indipendente dal suo sesso) rifletta seriamente su cosa significa il rispetto per l’altro.
I’m a dreamer
Author: sunny

Sì, sono una sognatrice e non mi voglio stancare di credere ai miei sogni nonostante la realtà sia così spesso frustrante. Sono una persona che non si arrende alle delusioni della realtà e che continua a credere in quello che molti, con rassegnazione, hanno catalogato e accantonato come utopia. Sono una persona che continua a credere che se si vuole vedere qualche cambiamento bisogna cominciare in prima persona ad esser diversi, bisogna accettare il rischio (garantito) dell’impopolarità ed affrontare con serenità anche quelle che a prima vista sono delle sconfitte.
Ma ci sono davvero sconfitte per chi non ha intenzione di arrendersi? No, non credo, anzi sono esattamente le apparenti sconfitte che forniscono la forza per andare avanti. Appare come una contraddizione, ma nella realtà le cose stanno esattamente così: ogni ferita, ogni dolore, ogni delusione, ci renderanno più forti e temprati, ci daranno nuova determinazione nel sostenere la forza dei nostri “sogni”.
Sogni, utopie, desideri, ma per coloro che si fermano all’apparenza delle cose sono solo stupide fantasie…
Eppure sono proprio coloro che hanno creduto nella forza e nella bellezza dei propri sogni che hanno costituito un cambiamento. Persone che hanno rifiutato di adagiarsi nel sentire e nel credere comuni, persone che hanno affermato con le loro parole, ma ancora di più con le loro azioni, che era possibile realizzare i sogni, che era possibile cambiare le cose, che era possibile essere qual cambiamento di cui c’era necessità. Persone che non si sono lasciate scoraggiare dalle delusioni, persone che testardamente hanno continuato ad andare avanti anche quando il credere nei propri sogni li aveva fatti restare soli… Ma non si è mai soli quando si ha il coraggio di guardare dritto in faccia il mondo e la sua mentalità pecorona e gli grida in faccia che non riuscirà a farci smettere di sognare! Non si è mai soli… ci sono più “sognatori” di quel che si crede…
Yes… I’m a dreamer!…
<!– –>

